La preparazione della festa di Michele presso ‘I girasoli’

Atmosfera di San Michele

O natura, la tua maternità, 

io la porto dentro di me entro il mio volere; 

e del volere l’infocata forza 

gli impulsi miei spirituali tempra, 

il sentimento a generar del sé, 

che porti me in me stesso. 

Rudolf Steiner

 

In occasione della festa di San Michele che ricorre il 29 settembre, lo staff e i ragazzi della Cooperativa I Girasoli hanno collaborato insieme per festeggiare tale ricorrenza.

Procediamo per gradi nel racconto partendo dai fiori, dalla loro osservazione e connessione con l’osservatore. Ciò è in connessione con la preparazione della festa di Michele. A tal riguardo abbiamo eseguito delle pitture ad acquarello sia sui Girasoli che sulle Ninfee del nostro laghetto.

I fiori dei Girasoli del nostro giardino

 

Le pitture delle Ninfee del nostro laghetto

 

Steiner nella conferenza sulla festività di San Michele tenutasi a Vienna il 28 settembre 1923 disse: “In ogni pianta vi è infatti come incantato un essere spirituale elementare.”…”Questi esseri elementari sono ovunque intorno a noi, e in effetti ci fanno la richiesta di non guardare i fiori tanto in astratto, di non farsene solo immagini astratte, ma di avere cuore, sentimento per l’essere animico spirituale che vive nei fiori e che vuole da noi venir liberato dall’incantesimo.”… Se l’uomo manca allo scopo il Dott. Steiner aggiunge…”Così l’uomo, anzichè liberare dall’incantesimo gli esseri elementari, diciamo delle piante, con la propria attività animica, col sentimento, li unisce al drago, li fa perire col drago nella propria natura inferiore”. Steiner prosegue dicendo che bisognerebbe imparare a guardare ogni pianta ed ogni pietra in modo diverso da come la si guardava prima, che bisognerebbe prendere di nuovo parte al corso dell’anno come si sperimenta la vita entro la propria pelle, e che questo è ciò che deve preparare alla festa di Michele.

 

Un altro tema che ci ha accompagnato è stato la lettura della fiaba di Goethe: “La fiaba del serpente verde e della bella Lilia” da cui è scaturito il lavoro collettivo dei disegni sottostanti.

  

   

   

Una lettura spirituale che ci ha accompagnato per tutto il mese é stata: “Per l’era di Michele” che essendo molto significativa veniva letta ogni pomeriggio dopo la chiusura delle varie attività durante il saluto pomeridiano.

Per L’era di Michele

“Dobbiamo sradicare dall’anima
tutta la paura e il timore
di ciò che il futuro può portare all’uomo
Dobbiamo acquisire serenità
in tutti i sentimenti e le sensazioni
rispetto al futuro.
Dobbiamo guardare in avanti con assoluta equanimità verso tutto ciò che può venire,                                       e dobbiamo pensare che tutto quello che verrà
ci sarà dato da una direzione del mondo
piena di sapienza.
E’ questo che dobbiamo imparare in questa era:
a saper vivere in assoluta fiducia,
senza alcuna sicurezza nell’esistenza;
a saper vivere nella fiducia
nell’aiuto sempre presente del mondo spirituale.
In verità nulla avrà valore altrimenti.
Discipliniamo la nostra volontà
e cerchiamo il risveglio interiore
tutte le mattine e le sere.
O Michele,
io mi raccomando alla tua guida
con tutta la forza del cuore,
così che questo giorno possa diventare
l’immagine della tua volontà di porre ordine nel destino.”

R. Steiner

Un’altra importante iniziativa è stata la preparazione di una recita dedicata a Michele: “La Spada di Luce”, dove sono stati impegnati tutti i vari laboratori nelle varie prove, sia per quanto concerne i costumi che per la realizzazione del drago, che per l’aiuto mnemonico delle partiture date ai protagonisti. Tale recita ha avuto luogo il mattino del giorno della festa di San Michele.

Il pomeriggio della festa ci siamo recati con tutti i ragazzi sul Carso triestino, accompagnati per tutto il tragitto attraverso il bosco dalla nostra euritmista Mariangela che ha suonato il flauto fino all’ ingresso della grotta.

Qui ci sono stati diversi canti dedicati che ci hanno accompagnato per tutto il tempo assieme al suono del flauto che creava una bellissima un’atmosfera.

Prima della prova di coraggio c’è stata anche una poesia di San Michele, “Inno a San Michele” accompagnata poi da alcune parole sul significato di tale prova. E’ stata rievocata l’esperienza della pittura della spada di San Michele che a detta di alcuni aveva toccato in modo significativo alcune persone. In tale occasione si era lavorato molto sulla postura del corpo, per il fatto che la spada corrisponde alla spina dorsale, l’elsa alle spalle ed alla testa, pertanto l’uomo deve diventare una spada, per poter dominare il drago e tenerlo a bada sotto i piedi.

 Si è parlato dell’autunno dove le forze della luce e del calore diminuiscono. Del fatto che l’ uomo non deve morire con la natura ma deve entrare dentro sé stesso nell’oscurità della propria grotta, e con un atto di coraggio riconoscere e combattere con il proprio drago interiore, tenerlo a bada sotto i piedi, attivare da sè le forze di luce e di calore che questa volta non vengono più dall’ esterno, ma devono attivarsi dall’interno, per poi risorgere in libertà. E’ un’illusione pensare di uccidere il drago, lo si può solo domare.

Riporto alcune immagini dentro l’oscurità della grotta, dove si vede il drago -rappresentato da tre operatori, uno per la testa e due per il corpo- che aspettava all’interno il partecipante. Questo entrava solitario, combatteva individualmente con la spada, per vincere il drago che cercava di spaventarlo con suoni e rumori spaventosi. Tutti i partecipanti entravano in grotta muniti di torcia e caschetto. Alcuni entravano spavaldi, altri titubanti, alcuni paurosi, emozionati, ma quasi tutti hanno affrontato la prova di coraggio con serietà e solennità.

   

   

Durante il mese non sono mancati i lavori e le osservazioni in natura, nel nostro giardino, orto e bosco, con la raccolta degli ultimi frutti, inclusa la bellissima esperienza della vendemmia. Vi salutiamo con lo sbocciare degli ultimi fiori, e vi auguriamo coraggio, entusiasmo e fiducia nel cercare di costrure da uomini micheliani un futuro migliore.

Con l’augurio che le forze di coscienza possano risvegliarsi nella nostra interiorità piene di entusiasmo, luce e calore, le relatrici Lucia Gigante, arteterapeuta, l’euritmista Mariangela Costa, assieme a tutti i componenti del Centro vi ringraziano molto per l’attenzione.

www.igirasolionlus.org

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